Anche nell’agricoltura arriva una rivoluzione tecnologica: i droni, che servono per sorvegliare dall’alto i campi coltivati e combattere i parassiti.

Questi aerei robotizzati sono giunti anche in Italia, nel mantovano, grazie all’Associazione Mantovana Allevatori Comal e Koppert, un’azienda che si batte per il biologico e che ha sede a Rotterdam. Inizialmente coloro che potranno utilizzare questo mezzo volante saranno venti agricoltori, che riusciranno a coprire uno spazio che si estende per 200 ettari. Lo scopo di tutto ciò è quello di poter combattere la piralide, un parassita del mais.

Ma come funzionano questi droni? Sul loro corpo vengono caricate delle sfere di cellulosa biodegradabili, con all’interno le uova di Trichogramma Brassicae, un insetto che riesce a neutralizzare le uova di piralide.Questo permette di ridurre sensibilmente i tempi e i costi, in quanto è un distributore automatizzato che sgancia il prodotto in mondo omogeneo sul terreno. E’ teleguidato da un pilota diplomato Enac , che riesce a far viaggiare il drone a  una velocità di 20-30 chilometri.“Abbiamo definitivamente superato i problemi iniziali – afferma Emanuele Zanforlin, responsabile commerciale di Koppert Italia – che erano, principalmente, i costi superiori rispetto al trattamento chimico e la distribuzione manuale, che era improponibile su vasta scala”.

In alcune parti del mondo i droni che vengono sfruttati in agricoltura sono Gps, infrarossi e memorizzano i dati attraverso il sistema cloud. Questo è il caso della Little Boemia Creek, in Maryland, dove su un fertilizzatore sono stati installati dei droni che riescono a capire quando una pianta ha bisogno o meno del fertilizzante.  “Un eccesso di fertilizzante inquina e causerebbe gravi danni all’ambiente, l’obiettivo è mantenere il giusto equilibrio per far crescere le coltivazioni e non danneggiare le altre piante” spiega uno dei contadini.

Sempre in Italia, tra Cremona Piacenza e Parma  si è dato via al progetto “Pomì in quota” che sfrutta i droni per conoscere la quantità di acqua presente nelle piante, quanta doverne distribuire e di quali sostanze nutritive hanno bisogno i pomodori. Grazie a delle fotocamere impiantate sul velivolo si possono vedere le disomogeneità della coltivazione per poi poter intervenire.

Una rivoluzione che aiuta sicuramente il lavoro del contadino, che ad oggi può essere supportato da numerose tecnologie che gli permettono di coltivare al meglio i prodotti della terra.