Tokelau è un’isola del sud del Pacifico, con 1.500 abitanti ed è la prima al mondo ad alimentarsi completamente con l’energia solare.

Nel 2011 alla Durban Climate Conference, Foua Toloa, presidente dell’isola aveva annunciato che entro ottobre 2012 Tokelau sarebbe stata in grado di produrre energia con i soli raggi del sole. La promessa è stata mantenuta in pieno.

Ma come si svolge questa alimentazione green tra gli abitanti?  Grazie all’installazione di oltre 4.000 moduli fotovoltaici, 392 inverter e 1344 batterie, che forniscono il 150% di energia elettrica.

Prima di raggiungere questo obiettivo, l’isola di Tokelau si alimentava attraverso tre impianti, che giornalmente bruciavano oltre 200 litri di petrolio, per un costo di 800 mila dollari all’anno. L’investimento  per l’impianto fotovoltaico è stato invece di 7 milioni di dollari, ma attraverso l’accumulo di energia solare si presume che tutto il costo potrà essere recuperato nell’arco di nove anni.

Il prossimo obiettivo è quello di costruire impianti solari e di cocco per poter guadagnare attraverso la vendita di energia in eccesso, così da permettere un’estinzione del debito in breve tempo.

Dall’isola sperano che anche altre nazioni inizino a prendere esempio dalla loro scelta, nel produrre energia attraverso le fonti rinnovabili. “Ci troviamo a perdere parti di paesi nel mondo a causa dei cambiamenti climatici e dei livelli dei mari,”  ha dichiarato Toloa  durante la Durban Climate Conference, per cui la scelta dell’isola vuole essere anche “un messaggio per il mondo, per fare qualcosa” in questa direzione.

Attraverso il fotovoltaico l’isola riuscirà a trattenere 950 tonnellate di biossido di carbonio ogni anno.

Così come Tokelau, nel mondo, anche l’isola di El Hierro si alimenta solamente con l’ energia rinnovabile idroeolica. Il suo obiettivo è quello di poter risparmiare il consumo di 6.000 tonnellate di petrolio e l’emissione di 18.700 tonnellate di anidride carbonica. Ad oggi sull’isola sono stati creati anche bacini artificiali, che servono a sopperire la mancanza di vento, nel caso le pale eoliche riescano a produrre poca energia.

Per cui, nel globo si stanno adattando per poter far fronte a delle operazioni, che forse fino a qualche tempo fa si pensavano essere impossibili da ottenere, ma invece con investimenti mirati e buona volontà anche il rinnovabile si fa spazio. In questi due esempi di isole green vediamo che non solo si riducono le emissioni di C02 e il consumo di petrolio, ma si possono avere anche dei guadagni nella vendita dell’energia eccedente, o comunque un recupero dei soldi spesi in pochi anni.