Ogni anno nel mondo si producono rifiuti elettrici che contengono 320 tonnellate di oro e 7.200 d’argento, per un valore totale di 15 miliardi di euro. In tutto questo però si recupera solamente il 15%, secondo i dati forniti dall’ONU e allora perché non riuscire ad estrapolarne di più?

In Europa vengono prodotti 10 milioni di tonnellate di RAEE, con un riciclo del 33%, che secondo l’ENEA potrebbe essere innalzato all’80%, con un potenziale economico di 1 miliardo di euro. Inoltre, tra i metalli recuperati ci sarebbero molte delle terre rare importante dall’Unione Europea, il cui fabbisogno si aggira intorno alle 12-20 mila tonnellate l’anno, con un prezzo che oscilla tra i 5-10 mila dollari per tonnellata.

Nel meeting, organizzato dall’Associazione italiana per la ricerca industriale e da Unioncamere, sono state presentate tre diverse tecnologie italiane:

  •  frantumazione e separazione meccanica di prodotti elettronici e schede elettroniche a fine vita, per il recupero di metalli preziosi, messe a punto dal Politecnico di Milano;
  •  per il trattamento di pirogassificazione di schede elettroniche ai fini del recupero attivo, sviluppate presso il Centro sviluppo materiali;
  •  per il recupero di materiali di elevato valore da Raee attraverso tecniche idrometallurgiche di trattamento, in corso di sviluppo presso l’Enea.

In Italia per stare a passo con i tempi e mettersi in linea con le direttive europee sono state introdotte delle novità sui RAEE. “Si stringono i tempi per arrivare ai target di raccolta che ci chiede l’Europa, vale a dire entro il 2019 l’85% dei RAEE generati o il 65% delle apparecchiature immesse sul mercato” spiega Danilo Bonato, direttore generale di ReMedia, il Consorzio per la gestione e lo smaltimento dei RAEE.

Il nuovo decreto legislativo n.49 del 14 marzo del 2014 ha introdotto il metodo di raccolta “1 contro 0” che permette ai consumatori di consegnare i prodotti elettronici inutilizzabili, di dimensioni inferiori ai 25 cm, nei punti vendita di elettronica senza l’obbligo di acquistarne uno nuovo. E questo passo avanti si aggiunge alla possibilità del cittadino di poter portare i rifiuti elettrici nelle isole ecologiche predisposte allo smaltimento, senza gettare i RAEE nell’indifferenziata, creando un danno all’ambiente non indifferente.