L’Università di Trieste attraverso il consiglio di amministrazione, rende noto il bilancio di fine anno, e sembra che il saldo anche se positivo, è preoccupante. Il Rettore Maurizio Fermeglia rende noti i numeri e le percentuali di bilancio economico che nel 2013 l’Università di Trieste ha affrontato. Un bilancio, che anche se sembra avere numeri positivi, nasconde diverse problematiche dovute a numeri e cifre che sono provvisori, e che potrebbero nascondere molte insidie e difficoltà che si ripercuoteranno negli anni a venire.

Più volte vi abbiamo parlato qui su Università4U delle difficoltà che le molte università statali stanno riscontrando in questo periodo. Oltre che una qualità sparsa che sembra ogni giorno venire meno nelle varie aule degli Atenei, uno dei dati più preoccupanti riguarda i bilanci di fine anno, che dal 2009 stanno segnando un trend negativo con margini davvero minimi.

Oltre alla “dieta forzata” che le Università un po’ in tutta Italia sono costrette a fare, ora arrivano anche i primi problemi ed i primi debiti rimandati. Se infatti in una situazione del genere i debiti, quando non si riesce, vengono rimandati agli anni successivi per gli anni a venire il problema si ripresenta, e potrebbe essere davvero complicato affrontarne le spese nel futuro. Questa situazione è proprio quella che sta succedendo nell’Università di trieste. Sebbene il Rettore abbia reso noti i risultati, ed a una prima lettura positiva questi sembrerebbero positivi, lo stesso Fermeglia spiega che non è così, e che in realtà quei numeri sono solo frutto di un compenso una tantum e di debiti rimandati ai prossimi anni.

Di preciso nel 2013 l’Università ha guadagnato 11,7 milioni di Euro registrando quindi un incremento di ben il 30% rispetto all’anno precedente. Nonostante i primi sorrisi del consiglio di amministrazione, il rettore gela subito la sala spiegando le motivazioni di quel segno positivo. Al netto, e tolti gli aiuti una tantum e reinseriti i debiti rimandati al prossimo anno, l’Università starebbe in una situazione di bilancio negativo, totalmente insostenibile. Fermeglia ha poi sottolineato che nonostante le difficoltà il consiglio non ha alcune intenzione di ritornare sui suoi passi positivi fatti per la assunzione di diversi giovani in Università, che verranno riconfermati anche l’anno prossimo.

Una situazione che anche se è stata gestita più che bene dal consiglio dell’Università è di emergenza, e fa a “pugni” con i sempre più risicati fondi statali dedicati alle nostra Università, che quest’anno hanno visto un calo delle iscrizioni, coinciso con i sempre più esigui fondi a disposizione. Si spera naturalmente che questa situazione potrà essere risolta con una migliore gestione dei fondi, e con un rilancio delle università attraverso alcuni interventi del governo.

Image – Maurizio Fermeglia