Si è fatto un gran parlare negli ultimi mesi dei test d’ingresso per le facoltà a numero chiuso. Aveva fatto discutere la proposta del Ministro Giannini di eliminare i test per la Facoltà di Medicina. Sull’argomento è intervenuto Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Universitario Nazionale che ha dichiarato come il problema sia la mancanza di motivazione in un buon numero di studenti che si propongono per i test d’ingresso in campo sanitario.

Lenzi: poca motivazione tra chi partecipa ai test

Lenzi si è interrogato su ciò che porta a ricevere ogni anno 80.000 domande per la Facoltà di Medicina. Secondo il Presidente del CUN è la mancanza di orientamento a proporre questi numeri, spropositati rispetto al numero di posti disponibili (e alle effettive capacità di assorbimento del mercato del lavoro italiano).

Il problema sta nelle motivazioni di questi candidati: di tutti coloro che si propongono, secondo Lanzi, solo 20.000 possiede le vere motivazioni per iniziare la professione. Il resto sono spinti soprattutto da film e telefilm che presentano questa professione in maniera decisamente accattivanti ma non da un a vera e propria “vocazione”.

Necessità di un maggiore orientamento

Quello di cui c’è bisogno non è la dismissione del numero chiuso che non farebbe altro che aumentare il numero di presenti al primo anno delle Facoltà di Medicina e Chirurgia senza reali motivazioni ad affrontare la professione. Servirebbe un maggiore orientamento durante gli anni che precedono l’iscrizione alle università.

In tutti gli anni del liceo gli studenti dovrebbero acquisire maggiore consapevolezza su quello che sarà il loro futuro e sulle possibilità che il mondo del lavoro (e delle università) è capace di offrirgli. C’è bisogno di investimenti affinché quella degli studenti diventi una scelta ponderata e non “una scelta casuale e inconsapevole”.

I progetti possibili

Ci si potrebbe avvalere di reti tecnologiche come un servizio di informazione online e di tutorato che sia in grado di guidare e informare gli studenti. Questo compito potrebbe essere svolto dai ricercatori ad hoc, finanziato dal Miur, che istruiti adeguatamente potrebbero occuparsi di questioni didattiche e orientative.

Portare gli studenti verso le proprie reali aspirazioni contribuirebbe ad indirizzare in maniera diversa gli studenti non motivati, abbassare il numero di iscritti ai test d’ammissione e diminuire il tasso di studenti non proficui dalle università italiane. Il discorso del Presidente Lenzi è riferito soprattutto alla facoltà di Medicina ma è facilmente applicabili a tutte le numerose (e affollate) facoltà degli Atenei italiani.