Casale Monferrato detiene uno strano record italiano e probabilmente europeo. Su scala mondiale se la gioca con qualche paese in guerra dell’Africa Centrale e con l’estrema provincia del Sud Est asiatico, ma ci sono buone speranze di primato assoluto. Anche perché stiamo parlando di un liceo, di una scuola selettiva. A lanciare l’informazione-allarme è Riccardo Calvo, dirigente scolastico dell’istituto superiore Cesare Balbo di Casale Monferrato in provincia di Alessandria. Queste sono le sue parole che commentano il fatto: “Da Renzi in giù, tutti sostengono che il ruolo della scuola deve tornare centrale. Benissimo, allora perché nel mio istituto rischio di avere una classe di quarantadue studenti? Come si può fare lezione?“. Già, come si fa? Certo il suo è un caso limite, un record negativo, che sottolinea e sintetizza una situazione generale. In molte province la media di studenti per classe in istituti di medie inferiori e superiore supera le trentaquattro unità. A imporre le classi pollaio, gli accorpamenti e i mischia-mischia è il Provveditorato, a sua volta diretto dal MIUR, che taglia le assunzioni di docenti. L’organo da anni agisce senza alcun rispetto delle norme basilari sulla salute e la dignità che la scuola dovrebbe seguire, e senza alcuna attenzione al diritto allo studio, ai percorsi differenti, alle esigenze speciali e ai problemi concreti di studenti e famiglie (tra cui disabili e individui socialmente disagiati).
Non è solo a richio la sicurezza, ma anche la didattica. Di fatto è impossibile insegnare in una classe con più di ventisette o ventotto studenti. La situazione è molto grave. Il MIUR ha comunicato i dati ufficiali sull’anagrafe degli studenti del prossimo anno scolastico e i numeri sono spaventosi. Si parla di 25.546 unità in più alle superiori e di 9.216 alla primaria (c’è solo un leggero calo nella scuola secondaria di primo grado). Servono più insegnanti e più aule, invece permane il blocco degli organici. Si calcola che tra il 2007 e il 2012 l’amministrazione abbia soppresso oltre centomila cattedre. E nonostante tutte le promesse il Ministero dell’Istruzione ha già da tempo comunicato ai sindacati che non ci saranno variazioni del corpo docente.

L’impossibilità per l’amministrazione di incrementare il numero dei professori si basa sul blocco all’organico di diritto previsto dalla Legge n. 122/2102 e sull’innalzamento del numero minimo di alunni per istituto (a ridosso di mille) della Legge 111/2011. Regali della Germini e di Profumo, mirati per risparmiare denaro e tagliare la spesa pubblica, che ancora pesano sulla scuola italiana senza che nessuno si preoccupi delle conseguenze esistenziali, culturali, sociali e materiali.