Oggi, lunedì 24 giugno 2014, si è tenuta la terza prova della Maturità. Ultima giornata dedicata agli scritti, consacrata però alla multidisciplinarità, ossia alla compresenza di un massimo di cinque materie, tra risposte chiuse e aperte, crocette e spazi da riempire, esercizi, trattazioni, domande fulminanti e a trabocchetto. I ragazzi lo chiamano il quizzone e non si è ancora capito quanto piaccia oppure no. Se sia da temere o da accettare con tranquillità. Diverse sono le scuole di pensiero, ma molto dipende anche dalla contingenza. In che senso? Per chi si fida della propria classe e dei propri professori, questa è la prova che fa meno paura di tutte. Troppo facile da risolvere? O troppo facile da copiare? Oppure c’entrano i professori interni della commissione, in molti casi ben disposti ad agevolare i propri studenti con agevolazioni sugli argomenti specifici del quiz? Eppure la prova ha un suo peso specifico nell’economia dell’esame, fornendo un massimo di quindici punti (dieci punti, secondo la consuetudine, rappresentano la sufficienza) che andranno sommati a quelli delle due prove precedenti. Tutti e tre gli scritti danno infatti un massimo di quarantacique punti… All’orale il punteggio può fornire fino a trenta punti. Va da sé che fallire questa giornata significa pregiudicare l’andamento della maturità. Un rischiatutto? No, ma quasi.

Abbiamo nominato la commissione d’esame, che in questo caso prepara una prova ad hoc a seconda dell’indirizzo scelto e dei programmi istituzionali studiati. La tipologia più gettonata resta quella mista, vale a dire almeno otto quesiti a risposta singola e sedici a risposta multipla in quattro discipline. Il tempo a disposizione varia tra l’ora e l’ora e mezza, sempre a discrezione della commissione.
Secondo quello che si dice sul web i quasimaturi del 2014 hanno copiato molto, e senza intoppi, sia alla prima che alla seconda prova. Per questo il ministero ha chiesto ai commissari di assicurare la massima vigilanza. Si è perciò vietato tassativamente l’accesso alle scuole da parte di estranei. Altro problema è stato individuare e bloccare ogni apparecchio digitale, telefonico o collegabile alla rete. Per quanto riguarda i banchi, dove possibile, si è scelto di disporli l’uno dietro l’altro, in fila indiana. In questi giorni di esame gli agenti della Polizia Postale hanno avuto molto da fare. C’era per esempio chi prometteva soluzioni via telefonino per le prove di maturità, come il famoso sito Scuolazoo, che organizzando un team di esperti su WeChat, offriva questo servizio poco legale ai giovani studenti italiani. Bastava inviare una foto della traccia e chiarire l’indirizzo di studi per ottenere il tema, l’esercizio o la trattazione. Il servizio è stato però bloccato per istigazione a delinquere (L. 475 del 1925).
Tutte questioni ormai superate… Il quizzone è passato. E agli studenti dell’ultimo anno mancano solo gli orali.