Otto giorni fa, il 17 giugno 2014, una sedicenne si è tolta la vita lanciandosi dal tetto del suo liceo classico a Forlì. Il gesto ha avuto e continua ad avere grande risonanza, sconvolgendo la comunità della municipalità e della provincia e i tanti ragazzi del liceo Morgagni, gli amici e i conoscenti della giovane che mai avrebbero immaginato una fine tanto dolorosa. Da oggi si sa che il procuratore ha iscritto nel registro degli indagati i genitori della giovane per maltrattamenti in famiglia e istigazione al suicidio. Gravissime ipotesi di reato per il padre e la madre della vittima, due cinquantenni forlivesi, un libero professionista e una professoressa, che, secondo quanto è stato detto dalla stampa locale, sarebbero stati inchiodati dalle parole scritte dalla figlia prima di morire. Parole di disperazione e angoscia, trovate in una lettera infilata nello zainetto, abbandonato sul tetto del suo istituto prima del lancio fatale.

In questa lettera la studentessa ha spiegato le ragioni del gesto, facendo soprattutto leva su un grave disagio familiare e su un terribile litigio con i genitori. Pare che la giovane, un’ottima studentessa secondo i docenti e gli amici di classe, volesse trasferirsi in Cina per studiare e approfondire la lingua, usufruendo di un progetto istituzionale di scambio culturale dedicato agli studenti meritevoli. I genitori non solo avrebbero negato alla ragazza l’anno di studio all’estero ma avrebbero anche fatto di tutto per renderle la vita impossibile, sino alla disperazione.

I carabinieri hanno setacciato la cameretta della giovane in cerca di ulteriori prove e hanno raccolto diversi foglietti, post it e documenti sul pc che confermano e amplificano i toni disperati della lettera d’addio rinvenuta sul tetto dell’istituto. Sembra che i genitori impedissero alla ragazza di uscire con gli amici e la tormentassero per i voti, nonostante l’eccellente rendimento. La motivazione collegata all’annullamento del viaggio in Cina da sola non sembra poter spiegare l’angoscia della ragazza. Bisogna dunque capire quale fosse il reale rapporto della studentessa con i genitori. La mamma e il papà della ragazza per ora non rilasciano dichiarazioni.

Gli investigatori diretti dal capo della procura Sergio Sottani e dal pubblico ministero Marilù Gattelli parlano di un passo doloroso ma doveroso. Tutte le prove portano ad accusare i genitori. Bisogna quindi approfondire il contesto. Gli amici, gli studenti del liceo classico Morgagni e gli altri ragazzi di Forlì e provincia hanno intanto organizzato una fiaccolata dalla chiesa di San Filippo Neri fino al luogo dove la sedicenne suicida si è tolta la vita.